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Post partum: cos'è e come affrontarlo

Diventare madre è un'esperienza di grande intensità emotiva e fisica, una delle esperienze ritenute fondamentali nella vita di una donna. L'evento nascita è uno dei più complessi e delicati ed è il risultato di varie dimensioni, e aspetti: quello medico, relazionale e anche intrapsichico.

ll periodo che sussegue al parto, il Puerperio o Post-partum, dura circa 40 giorni ed è il più delicato per la neo-mamma, in quanto deve affrontare una graduale ripresa fisica dal parto ed instaurare le prime relazioni con il proprio bambino.

I primi giorni in particolare, sono i più critici, in quanto caratterizzati da stanchezza, debolezza fisica ed alcuni sintomi fisici del tutto soggettivi che necessitano di tempo (in genere qualche mese) per ristabilirsi e dipendono anche da come è stata l'esperienza del parto e dall'esperienza della degenza e quindi dalle cure ricevute.

Per quanto riguarda gli aspetti emotivi, nel post-partum la donna può provare una grande varietà di sentimenti contrastanti e molto intensi, che vanno dalla gioia ed euforia fino all'estrema stanchezza, ansia e tristezza.

Si possono distinguere vari tipi di reazioni e problematiche psicologiche proprie del puerperio.

La Baby blues o Maternity blues

E' una delle reazioni più frequenti nel post partum. E' una disforia lieve dell'umore, un'insieme di piccole alterazioni dell'umore, che si verifica dal 30 all'85% delle madri. Si può presentare pochi giorni dopo il parto, ha un picco infatti solitamente tra il terzo e quinto giorno e solitamente si risolve in modo spontaneo entro il dodicesimo-quindicesimo giorno post parto.

La neo mamma potrebbe provare ansia, umore triste, instabilità emotiva, irritazione non motivata verso il bambino e/ o verso il coniuge, pianto, fatica a dormire e sentimenti di inadeguatezza verso il proprio figlio; tutte reazioni che spesso non hanno un chiaro motivo, poichè appunto scaturiti dal ripristino degli ormoni.

La baby blues non è quindi definita un disturbo quanto piuttosto, una reazione emotiva all'esperienza parto, che si ipotizza abbia un'origine fisiologica dovuta ai forti cambiamenti ormonali che susseguono al parto e che quindi determinano fluttuazioni dell'umore. Si tratta quindi di una reazione emotiva transitoria.

Depressione post-partum

E' un disturbo dell'umore, che coinvolge circa il 10-15% delle donne, può insorgere tra le 4 e 6 settimane dopo il parto e può persistere fino a 6 mesi- 1 anno dopo il parto.

I sintomi sono simili a quelli della baby blues ma cambiano di intensità, la neo-mamma potrebbe quindi provare, a livello soggettivo:

  • umore depresso;
  • sentimenti di inadeguatezza;
  • fallimento;
  • impotenza;
  • senso di colpa e vergogna;
  • ansia o panico;
  • confusione;
  • paura di essere abbandonate dal partner;
  • paura di fare del male al bambino o a sè stesse

Dal punto di vista cognitivo, la depressione post partum può comportare:

  • incapacità di pensare chiaramente e prendere decisioni;
  • difficoltà di concentrazione e memoria

Sul versante comportamentale  si può verificare:

  • calo di interesse per attività solitamente gradite;
  • rifiuto di contatti sociali;
  • incapacità ad affrontare compiti quotidiani;
  • disinteresse per la cura personale;
  • difficoltà nel ritmo sonno-veglia;
  • trascuratezza nell'alimentazione;
  • diminuzione dell'energia

Le possibili e molteplici cause della depressione post-partum possono essere dovute a:

  • cause organiche, come la riduzione  e alterazione degli ormoni; 
  • aspetti emotivi e psicosociali quali scarsa autostima, difficoltà nella relazione di coppia, assenza o scarsità di supporto sociale, basso livello socioeconomico ed eventi di vita negativi nell'anno precedente al parto;
  • credenze erronee rispetto all'essere madre come l'idea di perfezione dell'essere madri o del bambino e il falso mito dell'istintività del fare la mamma, idea che non permette quindi di "imparare" a fare la madre o gestire difficoltà o insuccessi.

La depressione post-partum può influenzare e quindi avere molteplici effetti: sulla donna e il suo modo di percepire se stessa, sulle sue relazioni interpersonali, in particolare può aumentare il rischio di conflittualità e tensione di coppia e sulla relazione con il proprio bambino, infatti la neo-mamma tenderà ad avere una minore sensibilità, distacco e difficoltà a comprendere e sintonizzarsi con il bambino, uno stile di interazione evitante o incerto che può creare un legame insicuro e possibili ripercussioni su alcune aree dello sviluppo del bambino, a causa di questo stile interattivo scarso e impoverito.

La depressione post-partum richiede un trattamento adeguato, cioè un percorso di psicoterapia, talvolta affiancato da un aiuto farmacologico, ma prima di questo, importante è aiutare le madri a prendere consapevolezza dei propri vissuti e di aver bisogni di un aiuto professionale, alcuni studi hanno infatti dimostrato che spesso donne valutate come depresse non si percepiscono tali e viceversa donne non valutate clinicamente tali si valutano depresse. E' importante quindi non lasciarle sole ed accompagnarle in questo percorso.

 

Vi sono poi altri disturbi psicologici del puerperio come l'ansia prenatale e perinatale, che può manifestarsi in gravidanza e/o nel post parto in vari modi, come disturbo di ansia, fobie specifiche, disturbo ossessivo compulsivo; può incidere su eventuali complicazioni ostetriche; può essere predittiva della depressione post-partum e influire sul benessere infantile dei primi anni di vita.

Un altro disturbo è quello post traumatico da stress legato al parto, che ha una diffusione del 2-3% e molto più rara invece e più grave la psicosi puerperale.

Come affrontare il post-partum?

Si è visto come quindi sono molteplici i compiti e i cambiamenti che la donna deve affrontare nel delicato periodo del puerperio: ripresa fisica e psicologica dal parto, adattamento al ruolo materno, creazione della relazione con il bambino e gestione dei cambiamenti nelle relazioni interpersonali, nel suo contesto sociale e nella coppia.

Il modo in cui una neo-mamma affronta questa fase dipende da molti fattori: sia interni, della propria personalità, che esterni, dovuti al contesto e supporto sociale ed alla qualità delle relazioni, soprattutto quella di coppia.

E' fondamentale non lasciare sola la donna e accompagnarla in questo periodo di cambiamenti importanti: il supporto e l'aiuto pratico ed emotivo dei familiari e del partner possono infatti moderare l'impatto di questi cambiamenti.

Il partner ha un ruolo fondamentale in questa fase del post-partum, perchè condivide con la neo-mamma questa avventura, poichè è spesso la principale fonte di aiuto e anche perchè il neo-papà ha un compito essenziale nel favorire il legame di attaccamento tra madre e bambino.

E' importante quindi preservare e consolidare il legame di coppia nel puerperio, poichè in questa fase la relazione subisce delle trasformazioni, necessita di un riequilibrio e questo dipende molto ovviamente dal tipo di qualità di rapporto preesistente.

E' necessario che la donna sia ascoltata e che si senta libera di esprimere i propri vissuti e emozioni; se si individuano infatti segnali precoci di depressione post partum, sarà più facile intervenire con un sostegno su più fronti.

 

A tal proposito la Prevenzione ha un ruolo primario, come può essere favorita?

  • interventi di rete tra le varie figure professionali che si occupano della donna e bambino durante la gravidanza e nel post-partum (medici, ginecologi, ostetriche, infermieripediatri, psicologi...);
  • una buona comunicazione donna-professionista in tutte le fasi;
  • un aiuto a riconoscere i segnali di disagio sperimentati, normalizzando alcuni vissuti provati, anche quelli negativi;
  • sostegno e aiuto pratico ed emotivo;
  • dare spazio alle aspettative, emozioni, a ciò che le madri pensano della gravidanza e del post-partum e del bambino ideale-bambino reale.

La parola chiave è quindi sostegno, non solo durante i percorsi di accompagnamento alla nascita e l'informazione fornita in questa fase, ma anche in questi delicati 40 giorni del puerperio, in cui la mamma è a casa con il proprio neonato e deve imparare a conoscerlo e sintonizzarsi con lui e la sua nuova famiglia. 

Solo cosi si dà alla mamma la possibilità di "nascere".

 

Fonti:

-"Psicologia della maternità" (Scopesi; Viterbori);

- "La prevenzione della depressione post-partum" (Basiliotti);

- "Psicologia clinica perinatale per le professioni sanitarie" (Imbasciati; Cena);

-" La depressione post natale" (Monti; Agostini)