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Infanzia digitale: conseguenze di un uso disfunzionale delle nuove tecnologie

Nella società attuale, in cui molte delle nostre attività quotidiane sono mediate da dispositivi digitali, si percepisce intensamente l’estrema difficoltà dei genitori nel regolare il complesso, e sempre più precoce, rapporto tra infanzia e nuove tecnologie.

Lo smartphone esercita di certo un grande fascino sui più piccoli, per loro natura curiosi ed esploratori, e i genitori, almeno inizialmente, accolgono spesso tale interesse favorevolmente.

Così facendo lo smartphone, però, finisce spesso per diventare una sorta di baby-sitter a cui affidare il proprio bambino quando si desidera avere un momento di tranquillità, o di ciuccio, sempre immediatamente a disposizione per bloccare sul nascere eventuali “crisi” emotive.

Frustrazione, rabbia, paura, tristezza: tutto questo sembra svanire come per magia nel momento in cui si mette il dispositivo digitale sotto gli occhi del bambino, e questo “trucchetto” sembra facilitare così tanto il mestiere di genitore che i tempi di utilizzo dello smartphone finiscono presto per allungarsi a dismisura e fuori da ogni controllo.

 

Le reali conseguenze di questa abitudine, però, sono molto più negative di ciò che inizialmente può sembrare.

 

Come recenti studi dimostrano infatti, può venire compromessa la qualità della relazione bambino-genitore, fondamentale soprattutto nei primi anni di vita.

La tecnologia infatti interferisce e limita le interazioni visive e di contatto tra il bambino e I genitori, andando ad influire su un sano sviluppo cognitivo, comportamentale ed emotivo e causando quindi maggiori tensioni emotive, conflitti o comportamenti oppositivi o al contrario inibizione delle emozioni.

Un altro fattore importante che viene compromesso dall’utilizzo eccessivo della tecnologia è la regolazione delle emozioni. Come già precedentemente osservato, spesso i genitori tendon infatti a “calmare” i propri bambini, in presenza di capricci o momenti di emozioni intense quali rabbia e frustrazione, con l’utilizzo dello smartphone o tablet, che sembrerebbe avere un effetto immediato nel placare l’emozione.

Cosi facendo però non viene insegnato ai bambini, già molto piccoli dai 2 anni di età, a gestire le emozioni, che gradualmente dovrebbero passare da un eteroregolazione, (con l’aiuto del genitore) ad un autoregolazione (il bambino impara da solo per esempio a calmarsi). Il telefonino o tablet infatti diventerebbe un mezzo che interferirebbe con questo passaggio importante, andando a “bloccare l’emozione sul nascere”, senza poterla imparare a gestire, causando quindi nei bambini minore capacità di tollerare le frustrazioni ed in generale le emozioni.

 

Un altro aspetto molto importante su cui può interferire l’ uso prolungato della tecnologia è la qualità del sonno, nei bambini sia in età prescolare, che in età scolare.

Uno studio di Giocampus Parma (2017) ha infatti riscontrato come una percentuale dei bambini dell’ultimo anno di scuola elementare (19 %), ha una scarsa qualità del sonno, si svegliano già molto stanchi e non riposati(84%), con rischio di addormentarsi sui banchi (73%).

Questo dovuto all’utilizzo prolungato della tecnologia, soprattutto nelle ore serali. La lunga esposizione agli schermi (soprattutto di smartphone e tablet rispetto alla tv) infuirebbe sulla minore produzione di melatonina, l’ormone che regola il ritmo circadiano del sonno, rendendo difficoltoso e tardivo l’addormentamento.

 

La tecnologia cosi come la Tv, mantengono infatti attiva l’attenzione, a causa dei continui stimoli, provocando quindi tensione e difficoltà e lasciarsi andare al sonno.

Non solo, ma anche alcuni contenuti e programmi tv, non adatti all’età dei bambini, potrebbero causare incubi; ecco a tal proposito è importante e consigliato mettere sempre le restrizioni per I video da far vedere.

E’ consigliato,a tal proposito ai genitori, spegnere almeno mezz’ ora prima della nanna, sia la televisione, che videogiochi, cellulari e tablet, cosi da impedire che le luci e stimoli rumorosi, che sembrano in un primo momento rilassare il bambino, stimolino eccessivamente il loro cervello, impedendo un buon sonno.

Non solo ma la ridotta qualità di sonno nei bambini, sia in età prescolare, ma soprattutto in età scolare, influirebbe negativamente sull’apprendimento e quindi sulle prestazioni scolastiche.

Può accadere infatti, che il momento di andare a letto possa essere vissuto negativamente dal bambino, manifestando rifiuto di andare a dormire all’orario stabilito con conseguente difficoltà a svegliarsi al mattino per andare a scuola e insorgenza di difficoltà di apprendimento dovuta alla sonnolenza diurna (Bruni, Angriman, 2015).

 

In una fase di vita in cui ancora il bambino non è capace di darsi dei tempi in modo autonomo, dovrebbero essere quindi proprio i genitori a stabilire, in modo deciso, confini e limiti adeguati al fine di garantire che il tempo speso di fronte allo schermo digitale non diventi eccessivo rispetto alle esigenze evolutive.

I pediatri (Bozzola, et. al., 2018) consigliano, a tal proposito, ai genitori, di non far utilizzare i dispositivi digitali ai propri figli nei primi 2 anni di vita, durante l’orario dei pasti e poco prima di andare a dormire. Per quanto riguarda i bambini più grandi, invece, il loro suggerimento è quello di concedere, in una giornata, meno di 1 ora di tempo di attività digitale nella fascia d’età 2-5 anni, e meno di 2 ore nella fascia d’età 5-8 anni.

 

                                                                                                                                                    Dott.ssa Lucia Musmeci

                                                                                                                                                   

                                                                                                                                                    Dott.ssa Eleonora Basso

 

Bibliografia:

-       Bozzola et al. (2018). Media devices in pre-school children: the recommendations of the Italian pediatric society. Italian Journal of Pediatrics, 44-69.

-    “L’insonnia in età evolutiva” di Bruni, Angriman, 2015 in “Medico e bambino”,vol.34.

 

-     Studio di Giocampus , 2017- 17 Marzo 2017: Giornata mondiale del sonno-oggi in Italia 2 bambini su 10 dormono male e la qualità della vita può risentirne”